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Naturale vs Artificiale: Chi ha vinto?

Una visione trasparente per combattere l'ipocrisia.

  • Ultimi decenni
  • Narrativa fuorviante
  • Artificiale Buono e artificiale Cattivo
  • Il verdetto

D’innanzi alla ormai dilagante comunicazione del 100% naturale, che talvolta sconfina nell’ipocrisia, abbiamo deciso di darvi una visione trasparente sull’argomento.

La scoperta dell’alcool, per esempio, è stata la più grande delle innovazioni ed ha rivoluzionato l’intero mondo delle fragranze e della profumazione in senso generale. Nessuno escluso.

Negli ultimi decenni, l’uomo ha cercato di replicare i prodotti della Natura. Per abbattere i costi di produzione, per avere un controllo totale sulla qualità e sui costi del prodotto, ci siamo illusi di poter battere la natura con imitatori di fragranza. Ma come per ogni dittatura, la vittoria è solo momentanea.

Oltre alla più che nota paraffina, un composto di idrocarburi derivante dal petrolio e prodotta per loa prima volta in Germania nel 1830, esiste da anni anche la cera di paraffina alimentare, un composto di oli vegetali, derivati dell’olio di palma e resine sintetiche, che non rilascia nell’aria sostanze dannose per l’apparato respiratorio.

La cera di paraffina alimentare lascia nuovamente spazio alla cera di soia, di cocco, di api…quella di soia, di cui sono composte le Kringle Candle, fonde intorno ai 40 gradi e può essere usata per fare massaggi, sfruttando tutte le sue infinite proprietà benefiche.

Riguardo agli oli di fragranza, invece, occorre fare una distinzione tra gli oli artificiali che tentano di replicare gli oli naturali, e le molecole di sintesi. Queste ultime, infatti, apportano infiniti livelli di sfumature alle note naturali e consentono la creazione di fragranze uniche, che non sono mai esistite in natura.

E qui l’artificio lascia spazio all’arte, plasmando molecole perfettamente  innocue dal punto di vista salutare, ma capaci di regalare note introvabili in Natura. Per capire il concetto, pensiamo alla Cappella Sistina di Michelangelo: ciò che viene rappresentato non è mai stato visto in Natura, eppure chi può negarne la  meraviglia?

Il discorso è diverso per gli oli artificiali, che sono meri tentativi di riprodurre la natura in laboratorio. Quelli di bassa qualità sono facilmente riconoscibili, perché odorano di prodotto chimico. Quelli più raffinati richiedono un piccolo sforzo, ma le proprietà di volatilità sono imparagonabili: l’olio naturale tende ad evaporare, quello sintetico no.

Il verdetto è che se cerchiamo di arricchire la Natura, possiamo vincere. Se tentiamo di copiarla, non abbiamo alcuna chance.

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